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            <title>Uno Studio in Rosso</title>
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            <p>Arthut Conan Doyle. Uno Studio in Rosso. Oscar Draghi, Milano, Mondadori, 2018</p>
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               <person xml:id="Holmes">
                  <persName>Sherlock Holmes</persName>
                  <note>Protagonista del romanzo, investigatore privato.</note>
               </person>
               <person xml:id="Carlyle">
                  <persName>Thomas Carlyle</persName>
                  <note>Saggista, storico, e filosofo scozzese, famoso critico del primo periodo Vittoriano.</note>
               </person> 
               <person xml:id="Copernico">
                  <persName>Niccolò Copermico</persName>
                  <note>Astronomo, matematico e religioso polacco.</note>
                 </person> 
               <person xml:id="Lestrade">
                  <persName>G. Lestrade</persName>
                  <note>Investigatore di Scotland Yard, si conosce solo l'iniziale del nome.</note>
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               <person xml:id="Euclide">
                  <persName>Euclide</persName>
                  <note>matematico dell'antica Grecia</note>
               </person> 
         </listPerson>
            
         <listPlace>
               <place xml:id="B221">
                  <placeName>Baker Street</placeName>
                  <note>Appartamento in cui vivono Holmes e Watson</note>
               </place>
               <place xml:id="lab">
                  <placeName>Laboratori</placeName>
                  <note>luoghi in cui Holmes studia ed esegue i suoi esperimenti</note>
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               <place xml:id="Afghanistan">
                  <placeName>Afghanistan</placeName>
                  <note>paese in cui Watson ha combattuto durante la guerra</note>
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               <place xml:id="Londra">
                  <placeName>Londra</placeName>
                  <note>Città in cui è ambientato il romanzo</note>
               </place>
                <place xml:id="Atlantico">
                  <placeName>Atlantico</placeName>
                  <note>Oceano Atlantico</note>
               </place>
                <place xml:id="Niagara">
                  <placeName>cascate del Niagara</placeName>
                  <note>cascate che si trovano al confine tra gli Stati Uniti e il Canada</note>
               </place>
                <place xml:id="tropici">
                  <placeName>Tropici</placeName>
                  <note>Parallelo della sfera celeste che segna ciascuna delle declinazioni estreme che il Sole raggiunge durante il suo moto annuo apparente</note>
               </place>
         </listPlace>
            
            
            <listOrg>
               <org xml:id="polizia">
                  <orgName>Polizia</orgName>
                  <note>Forza armata</note>
               </org>
               <org xml:id="clienti">
                  <orgName>clienti</orgName>
                  <note>serie di persone che si affidano alle consulenze del detective</note>
               </org>
               <org xml:id="escercito">
                  <orgName>esercito britannico</orgName>
                  <note>forza armata dello stato britannico</note>
               </org>
            </listOrg>
            
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            <object xml:id="droga">
               <objectIdentifier>
               <objectName>Droga</objectName>
               </objectIdentifier>
               <note>Holmes fa uso di sostanze stupefacenti durante il corso della narrazione</note>
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             <object xml:id="violino">
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               <objectName>Violino</objectName>
               </objectIdentifier>
               <note>Il protagonista è un abile suonatore di violino</note>
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               <objectName>Sistema solare</objectName>
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               <note>Holmes non è a conoscenza dei principi che regolano il sistema solare</note>
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               <objectName>belladonna</objectName>
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               <note>tipo di fiore</note>
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               <objectName>aria</objectName>
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               <note>Composizione melodica in forma chiusa, articolata in forma strofica</note>
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               <objectName>rivista</objectName>
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               <note>pubblicazione periodica relativa a un campo più o meno determinato e specializzato di interessi</note>
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               <objectName>articolo</objectName>
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               <note>Argomento specifico, d'attualità o di cultura, svolto su un giornale o una rivista</note>
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      <head>Capitolo 2</head>
         <pb/>
        <p>Ci trovammo il giorno successivo, come d'accordo, e andammo a vedere l'appartamento al <placeName ref = '#B221'>
n. 221 B di Baker Street </placeName>. C’erano due comode camere da letto e un unico ampio salotto che
prendeva luce e aria da due finestroni.</p>
<p>L'arredamento era festoso. Insomma, le stanze erano tanto attraenti e il prezzo, diviso in
due, risultava così conveniente, che l'affare fu concluso senza indugio e noi prendemmo
subito possesso dell'alloggio. </p>
<p>Quella sera stessa vi trasferii le cose mie, dall'albergo in <placeName ref = '#B221'>Baker Street</placeName>, e la mattina seguente <persName ref = '#Holmes'>Sherlock Holmes</persName> mi raggiunse con varie casse e valigie. Per un paio di giorni, fummo occupati a disfare i bagagli e a sistemare nel modo migliore i nostri effetti. Dopo di che, cominciammo ad acclimatarci nel nuovo ambiente a poco a poco. Sembrava proprio che non fosse difficile coabitare con <persName ref = '#Holmes'>Holmes</persName>. Aveva abitudini tranquille e regolari. Di rado restava alzato oltre le dieci di sera, e invariabilmente aveva già fatto colazione ed era uscito quando io m'alzavo, al mattino. Qualche volta, passava la giornata al <placeName ref = '#lab'>laboratorio di chimica</placeName>; altre volte, se ne stava in <placeName ref = '#lab'>sala anatomica</placeName> dalla mattina alla sera, e, di tanto intanto, faceva lunghissime passeggiate, specialmente nei quartieri più malfamati della città.</p>
<p>La sua energia sembrava inesauribile, quando lo coglieva un accesso di attività; ma, ditanto in tanto, succedeva in lui come una reazione. Allora, per giorni e giorni, se ne stava sul divano del salotto, pronunciando a malapena qualche monosillabo, dalla mattina alla sera, senza contrarre un solo muscolo del viso. In quelle occasioni avevo notato un'espressione vuota, assente, nei suoi occhi, e avrei sospettato che facesse uso di qualche <objectName ref = '#droga'>droga</objectName>, se la palese temperanza e l'igiene che regolavano la sua vita non m'avessero indotto a respingere una simile ipotesi.</p>
<p>A mano a mano che le settimane passavano, il mio interesse, la mia curiosità riguardo allo scopo dei suoi studi si approfondì sempre di più. Già solo il suo fisico poteva attirare l'attenzione dell'uomo della strada. Di statura,<persName ref = '#Holmes'> Holmes</persName> superava il metro e ottanta ed era così magro che sembrava più alto. Aveva gli occhi acuti e penetranti, salvo in quei periodi di torpore di cui parlavo prima; il naso, affilato e un po' aquilino, conferiva al suo volto un'espressione vigilante e decisa. Anche il mento, squadrato e pronunciato, denotava salda volontà. Aveva le mani sempre macchiate d'inchiostro e di sostanze chimiche, eppure possedeva una straordinaria delicatezza di tatto, come avevo osservato vedendogli manipolare i suoi fragili strumenti.</p>
<p>A costo d'essere giudicato un terribile ficcanaso, confesso che quell'uomo stuzzicava la mia curiosità nel più alto grado e che spesso tentavo di sfondare la barriera di reticenze dietro la quale si trincerava per la propria privacy. D'altra parte, non bisogna dimenticare quanto era vuota e senza scopo la mia vita e quanto poche fossero le cose che potevano attirare la mia attenzione La salute cagionevole m'impediva di uscire quando il tempo non era più che clemente, e non avevo amici che venissero a farmi visita rompendo la monotonia della mia vita. In simili circostanze mi appassionavo sempre maggiormente al mistero che circondava il mio coabitante, e passavo buona parte del mio tempo tentando di risolverlo.</p>
<p><persName ref = '#Holmes'>Holmes</persName> non studiava medicina. Egli stesso, in risposta a una mia domanda, aveva confermato l'opinione di Stamford in proposito. Non sembrava nemmeno che avesse seguito corsi per prepararsi a una laurea in scienze o per prendere una qualunque strada che gli consentisse di entrare nel mondo dell'alta cultura.</p>
<p>Eppure, il suo zelo per certi studi era straordinario, e il suo sapere, entro certi limiti, era talmente vasto e profondo che spesso egli mi sbalordiva con le sue osservazioni. Non era possibile che un uomo lavorasse tanto assiduamente e si procurasse nozioni così minute senza avere in vista una mèta ben definita. Chi legge sporadicamente su questa o quella materia, ben di rado brilla per la profondità delle sue cognizioni. E nessuno si rompe il cervello con particolari precisissimi, a meno che non abbia ottimi motivi per farlo.</p>
<p>La sua ignoranza era notevole quanto la sua cultura. In fatto di letteratura contemporanea, di filosofia e di politica, sembrava che <persName ref = '#Holmes'>Holmes</persName> sapesse poco o nulla. Una volta mi accadde di citare <persName ref = '#Carlyle'>Thomas Carlyle.</persName> Mi chiese nel modo più ingenuo chi era e che cosa avesse fatto.</p>
<p>Ma la mia meraviglia giunse al colmo quando scoprì casualmente che ignorava la teoria di <persName ref = '#Copernico'> Copernico </persName> nonché la struttura del sistema solare.</p>
<p>Il fatto che un essere civile, in questo nostro XIX secolo, non sapesse che la Terra gira attorno al Sole mi pareva così straordinario che stentavo a capacitarmene.</p>
<p>- Sembra sbalordito - disse <persName ref = '#Holmes'> Holmes </persName>, e sorrise osservando la mia espressione. - Ora che mi ha insegnato queste cose, farò del mio meglio per dimenticarle.</p>
<p>- Per dimenticarle?</p>
<p>- Vede - mi spiegò - secondo me, il cervello d'un uomo, in origine, è come una soffitta vuota: la si deve riempire con mobilia a scelta. L'incauto v'immagazzina tutte le mercanzie che si trova tra i piedi: le nozioni che potrebbero essergli utili finiscono col non trovare più il loro posto o, nella migliore delle ipotesi, si mescolano e si confondono con una quantità d'altre cose, cosicché diventa molto difficile trovarle. Lo studioso accorto invece, seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Mette solo gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ma di quelli tiene un vasto assortimento, e si sforza di sistemarli nel miglior ordine. È un errore illudersi che quella stanzetta abbia le pareti elastiche e possa ampliarsi a dismisura. Creda a me, viene sempre il momento in cui, per ogni nuova cognizione, se ne dimentica qualcuna appresa in passato. Per questo è molto importante evitare che un assortimento di fatti inutili possa togliere lo
spazio di quelli utili.</p>
<p>- Ma qui si tratta del <objectName ref='#sistemasolare'>sistema solare</objectName> - protestai.</p>
<p>- Che me ne importa? - m'interruppe impaziente <persName ref = '#Holmes'> Holmes </persName>. - Lei dice che noi giriamo attorno al Sole. Se girassimo attorno alla Luna non cambierebbe nulla per me o per il mio lavoro. Ero sul punto di chiedergli in che cosa consistesse il suo lavoro, ma dai suoi modi capii che la domanda non sarebbe stata benaccetta. Tuttavia, riflettei a lungo sulla nostra breve conversazione, sforzandomi di trarne qualche deduzione. Egli diceva di non voler imparare nulla che non avesse attinenza coi suoi fini. Quindi, quasi tutte le cognizioni che possedeva avevano per lui una precisa utilità. Enumerai mentalmente i vari punti su cui si era dimostrato ferrato. Arrivai al punto di prendere carta e penna e annotarli. Quando ebbi completato l'elenco, non potei a meno di sorridere. L'elenco si presentava così:</p>
<p>COGNIZIONI DI <persName ref = '#Holmes'> SHERLOCK HOLMES </persName> </p>
<p>1. Letteratura: zero.</p>
<p>2. Filosofia: zero.</p>
<p>3. Astronomia: zero.</p>
<p>4. Politica: scarse.</p>
<p>5. Botanica: variabili. Conosce a fondo caratteristiche e applicazioni della <objectName ref='#belladonna'>belladonna</objectName>, dell'<objectName ref= '#droga'> oppio </objectName> e dei veleni in generale. Non sa nulla di giardinaggio e di orticoltura. </p>
<p>6. Geologia: pratiche, ma limitate. Riconosce a prima vista le diverse qualità di terra. Dopo una passeggiata, mi ha mostrato delle macchie sui suoi calzoni indicando, in base a colore e consistenza, in qual parte di <placeName ref='#Londra'>Londra</placeName> aveva raccolto il fango dell'una o dell'altra macchia.</p>
<p>7. Chimica: profonde.</p>
<p>8. Anatomia: esatte. ma poco sistematiche.</p>
<p>9. Letteratura scandalistica: illimitate. A quanto pare, conosce i dettagli di tutti gli orrori perpetrati nel nostro secolo.</p>
<p>10. Suona bene il <objectName ref='#violino'> violino </objectName>.</p>
<p>11. É abilissimo nel pugilato e nella scherma.</p>
<p>12. É dotato di buone nozioni pratiche in fatto di legge anglosassone.</p>
<p>Arrivato a questo punto, mi persi di coraggio e gettai la lista nel fuoco. "Se l'unico mezzo di scoprire qual è la mira di quest'uomo consiste nel conciliare queste voci e nell'individuare una professione che le richieda tutte" dissi fra me "tanto vale che rinunci fin d'ora al tentativo."</p>
<p>Ho già accennato alle sue doti di violinista. Erano veramente degne di nota, ma eccentriche come tutte le altre sue abilità. Che sapesse suonare a meraviglia pezzi difficilissimi, ne ero certo, poiché dietro mia richiesta aveva eseguito alcuni Lieder di Mendelssohn e altre musiche da me preferite. Tuttavia, lasciato a se stesso, raramente eseguiva musiche note o riconosciute. Per intere serate, appoggiato all'indietro sulla sua comoda poltrona, se ne stava con gli occhi chiusi e pizzicava distrattamente le corde del  <objectName ref='#violino'>violino</objectName> che teneva sulle ginocchia. Talvolta, i motivi erano tenui e melanconici, altre volte erano fantastici e indiavolati. Evidentemente rispecchiavano i pensieri da cui <persName ref= '#Holmes'>Holmes</persName> era dominato, ma proprio non riuscivo a capire se la musica aiutasse l'evolversi di quei pensieri o se quel suo strimpellare era dovuto soltanto a capriccio e fantasia. Forse, mi sarei ribellato contro quegli "assolo" esasperanti se non fosse stato perché, di solito, <persName ref = '#Holmes'>Holmes</persName> li terminava eseguendo, in rapida successione tutta una serie delle mie <objectName ref='#arie'>arie</objectName> preferite, come se volesse compensarmi della dura prova cui aveva sottoposto la mia pazienza.</p>

<p>Per qualche settimana, non ricevemmo visite.</p>
<p>Cominciavo a pensare che il mio coabitante fosse privo di amici quanto me. Ma ben presto scoprii che aveva molte conoscenze, e negli strati sociali più svariati. C'era, ad esempio, un ometto con la faccia olivastra, i lineamenti che ricordavano il muso del topo e gli occhi nerissimi, che mi fu presentato come il signor <persName ref='#Lestrade'> Lestrade </persName> e che venne tre o quattro volte in
una sola settimana.</p>
<p>Una mattina arrivò una ragazza elegantissima e si fermò per più di mezz'ora a confabulare con <persName ref= '#Holmes'>Holmes</persName>. Nello stesso pomeriggio venne un vecchio canuto che sembrava un mercante ebreo e che appariva molto eccitato. Fu seguito a brevissima distanza da una donna anziana e malvestita.</p>
<p>Un'altra volta, vidi arrivare un vecchio dai capelli candidi che tenne un lungo colloquio col mio coabitante; un'altra volta ancora, vidi un facchino della stazione ferroviaria, nella sua uniforme caratteristica.</p>
<p>Quando qualcuna di queste strane persone si presentava in casa, <persName ref = '#Holmes'> Sherlock Holmes </persName> chiedeva di potersi servire del salotto e io mi ritiravo nella mia camera. Egli si scusava sempre per l'incomodo che mi arrecava.</p>
<p>- Sono costretto a servirmi di questa sala come di un ufficio - diceva. - Costoro sono miei <orgName ref='#clienti'>clienti</orgName>.</p>
<p>Era un'ottima occasione per rivolgergli una domanda a bruciapelo, ma un senso di delicatezza mi impediva sempre di costringerlo a confidarsi con me. Credevo, allora, che <persName ref = '#Holmes'>Holmes </persName> avesse qualche serio motivo per non entrare in merito alla professione che esercitava, ma ben presto egli dissipò questa mia idea parlando spontaneamente dell'argomento.</p>
<p>Era il 4 di marzo (e io ho i miei buoni motivi per ricordarmene). Mi alzai un po' prima del solito e trovai <persName ref= '#Holmes'>Sherlock Holmes</persName> che ancora non aveva finito la prima colazione. La padrona di casa si era tanto assuefatta alle mie abitudini di dormiglione, che non mi aveva preparato il posto a tavola. Con l'irragionevole petulanza del genere umano, suonai il campanello e annunciai bruscamente che aspettavo il caffè, poi presi una <objectName ref='#rivista'>rivista</objectName> che era sulla tavola e tentai di ammazzare il tempo leggendo, mentre il mio compagno sbocconcellava silenzioso un po’ di pane tostato. Uno degli <objectName ref='#articolo'>articoli</objectName> aveva un segno a matita presso il titolo e, naturalmente, cominciai a scorrerlo.</p>
<p>Il titolo, alquanto pretenzioso, era “Il libro della vita”. Nell'<objectName ref='#articolo'>articolo</objectName> si tentava di dimostrare quanto potesse ricavare un buon osservatore da un esame accurato e sistematico di tutto ciò che gli capitava sott'occhio. Gli parve di leggere un singolare miscuglio di ingegno e assurdità. Il ragionamento era conciso e serrato, ma le deduzioni mi parevano eccessive e campate per aria. L'autore asseriva di poter sondare i pensieri intimi di un uomo attraverso un'espressione momentanea, una contrazione muscolare o una rapida occhiata. La simulazione, secondo lui, era una cosa impossibile nei confronti di una persona abituata a osservare e analizzare con acume. Le sue conclusioni erano presentate come infallibili al pari dei teoremi di <persName ref= '#Euclide'>Euclide</persName>. I risultati da lui esposti sarebbero apparsi così sconcertanti al profano, che chiunque, prima d'aver afferrato i processi attraverso i quali l'autore vi era giunto, l'avrebbe facilmente considerato uno stregone. L'autore affermava:</p>
<p>Da una goccia d'acqua un ragionatore logico potrebbe dedurre la possibile esistenza dell’<placeName ref='#atlantico'>Atlantico</placeName> o delle <placeName ref='#Niagara'>cascate del Niagara</placeName>, senza averli visti e senza aver mai sentito parlare né dell'uno né delle altre. Così, tutta la vita è una grande catena la cui natura si rivela a chiunque ne osservi un solo anello. Come tutte le altre arti, la scienza della deduzione e dell'analisi può essere acquisita soltanto attraverso uno studio lungo e paziente, né la vita è abbastanza lunga perché un qualsiasi mortale possa raggiungere il più alto grado di perfezione in questo campo. Prima di occuparsi di quegli aspetti morali e cerebrali della questione che presentano le maggiori difficoltà, lo studioso affronti i problemi più elementari. Incontrando un suo simile, impari a dedurne a prima vista la storia e il mestiere o la professione che esercita. Per quanto possa sembrar infantile, questo esercizio acuisce lo spirito di osservazione e insegna dove si deve guardare e che cosa si deve cercare. Dalle unghie di un uomo, dalle maniche della sua giacca, dalle scarpe, dalle ginocchia dei calzoni, dalle callosità delle dita, dall'espressione, dai polsini della camicia... da ognuna di queste cose si può avere la rivelazione del lavoro di un uomo. Che tutte queste cose messe assieme, poi, possano mancar di illuminare l'indagatore che sa il fatto suo, è virtualmente inconcepibile.</p>
<p>- Che ineffabile guazzabuglio! - esclamai buttando la <objectName ref='#rivista'>rivista</objectName> sulla tavola. - Non ho mai letto un simile mucchio di sciocchezze, in vita mia.</p>
<p>- Che cos'è? - domandò <persName ref = '#Holmes'>Sherlock Holmes </persName>.</p>
<p>- Ma questo <objectName ref='#articolo'>articolo</objectName>! - risposi servendomi, per indicarlo, del cucchiaino con cui stavo mangiando un uovo.</p>
<p>-Immagino che lei l'abbia letto, dato che lo ha segnato con la matita. Non nego che sia scritto con intelligenza, ma nello stesso tempo è indisponente. Si tratta, è chiaro, delle teorie di qualche sfaccendato che si diletta di tutti questi nitidi paradossi standosene in poltrona nel proprio studio. Non possono avere applicazioni pratiche. Mi piacerebbe vederlo in una carrozza di terza classe della ferrovia sotterranea e pregarlo di indicarmi il mestiere di tutti i suoi compagni di viaggio.Scommetterei mille contro uno, che non indovinerebbe.</p>
<p>- Perderebbe i suoi quattrini - rispose <persName ref = '#Holmes'>Holmes</persName> con calma. - Quanto all'<objectName ref='#articolo'>articolo</objectName>, l'ho scritto io.</p>
<p>- Lei?</p>
<p>- Sì. Ho una certa tendenza tanto per l'osservazione quanto per la deduzione. Le teorie che ho espresso in quell'<objectName ref='#articolo'>articolo</objectName> e che a lei sembrano campate per aria, sono estremamente pratiche... tanto che io ci vivo sopra.</p>
<p>- In che modo? - domandai, mio malgrado.</p>
<p>- Ecco, esercito una professione tutta particolare. Credo di essere l'unico al mondo. Sono investigatore-consulente... ma non so se possa capire quel che significa. Qui, a <placeName ref='#Londra'>Londra</placeName>, abbiamo una quantità di investigatori appartenenti alla <orgName ref='#polizia'>polizia</orgName> e un buon numero di investigatori privati. Quando questi bravi signori si trovano disorientati, vengono da me e io riesco a metterli sulla buona pista. Mi espongono tutti gli indizi e io, in generale, con l'aiuto delle mie cognizioni in fatto di storia giudiziaria, riesco a illuminarli. C'è una forte analogia tra i vari delitti... come un'aria di famiglia... e se si hanno sulla punta delle dita i particolari di novecentonovantanove delitti è ben difficile che non si riesca a chiarire il millesimo. <persName ref='#Lestrade'>Lestrade </persName>è un investigatore notissimo; recentemente si è trovato arenato nelle indagini relative a un caso di falsificazione, ed ecco perché lei lo ha varie volte visto qui.</p>
<p>- E le altre persone?</p>
<p>- Per lo più, sono mandate da agenzie di <orgName ref='#polizia'>polizia privata</orgName>. Tutti si trovano in difficoltà per una ragione o per l'altra e hanno bisogno di consigli. Io ascolto la loro storia, loro ascoltano i miei commenti, dopo di che intasco la parcella.</p>
<p>- In altre parole, lei afferma che senza allontanarsi da casa può sciogliere dei nodi che altri uomini non riescono a sciogliere, benché abbiano visto coi loro occhi ogni particolare?</p>
<p>- Esattamente. Ho una specie di potere intuitivo, in quel senso. Di tanto in tanto, si presenta un caso più complesso degli altri. Allora, devo muovermi e andare a vedere le cose coi miei occhi. Vede, possiedo una quantità di nozioni particolari che applico ai problemi e che mi facilitano in modo meraviglioso. Le regole esposte in quell' <objectName ref='#articolo'>articolo</objectName>, che l’ha fatta sogghignare, mi sono preziose e io le applico praticamente nel mio lavoro. In me, lo spirito d'osservazione è una seconda natura. Lei è rimasto stupito quando le ho detto, al nostro primo incontro, che veniva dall'<placeName ref= '#Afghanistan'>Afghanistan</placeName>.</p>
<p>- Senza dubbio, qualcuno gliel'aveva detto.</p>
<p>- Niente di tutto ciò. Io ho capito che lei veniva dall'<placeName ref= '#Afghanistan'>Afghanistan</placeName>. Per lunga abitudine, il lavorio della mia mente è così rapido, che sono arrivato a quella conclusione senza esser conscio dei passaggi intermedi. Però, ci sono stati dei passaggi intermedi. Ecco il filo del mio ragionamento: quest'uomo ha qualcosa del medico, ma anche qualcosa del militare. È reduce dai <placeName ref='#tropici'>Tropici</placeName>, poiché ha il viso molto scuro, ma quello non è il suo colorito naturale, dato che ha i polsi chiari. Ha subìto privazioni e malattie, lo dimostra il suo viso emaciato. Inoltre, è stato ferito al braccio sinistro. Lo tiene in una posizione rigida e poco naturale. In quale paese dei <placeName ref='#tropici'>Tropici</placeName> un medico dell'<orgName ref='#esercito'>esercito britannico</orgName> può essere stato costretto a sopportare dure fatiche e privazioni, e aver riportato una ferita a un braccio? Nell'<placeName ref= '#Afghanistan'>Afghanistan</placeName>, naturalmente.</p>
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